Franco Daverio
L'artista della materia
nel Novecento Italiano

Artista puro e libero da condizionamenti, intraprese la strada del lavoro senza il clamore dell’arte ufficializzata dal mercato.

I riconoscimenti ricevuti, non distolsero mai Franco Daverio dalla sua innata vocazione all’arte. Nel 1934 quand’era appena diciassettenne, Gino Ghiringhelli, il grande talent scout dell’arte moderna italiana e scopritore tra gli altri del grande De Chirico, riservò ad un suo disegno la copertina nella pubblicazione del “Milione” ricevette poi dalla stessa “Galleria del Milione” un premio per il miglior disegno che Le Corbusier, in visita in quei giorni in Italia, ebbe a dire “le cose più interessanti che ho potuto vedere in questo viaggio, sono i disegni di questo giovane ragazzo”
In questa sua affermazione, riportata alla cronaca dal Corriere della Sera del ’55 “Neanche per un milione”, cifra iperbolica che rifiutò per una sua opera, si chiarisce perché Franco Daverio sia poco conosciuto al grande pubblico, salotti e mercato non si addicono a tutti.

Daverio fin da quando ancora ragazzo era mio allievo, riusciva a incidere nei suoi disegni una tensione lirica che nessuno gli avrebbe potuto nè dare nè insegnare. Il temperamento di Daverio rispondeva fin d’allora con magnifiche impennate liriche a testimonianza di quanto sia autentico questo suo modo di interpretazione della realtà.

Fausto Melotti, 1966

Una traccia di quel creativo insegnamento è rimasta, ben riconoscibile, nel modo di operare e di riportarsi ad un libero universo fantastico che caratterizza l’opera multiforme di Franco Daverio. Da qui deriva l’attenzione alla “sapienza del fare”, mai contrapposta alla capacità di costruire simboli, emblemi e figure.

Vittorio Fagone, 1995

Franco Daverio, surrealista magico
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