Franco Daverio

Biografia di un artista: tra surrealismo e arcaicismo

Daverio al lavoro nel suo studio

Tema astratto, 1993

Figura Femminile

Un inesauribile e fantasioso universo fantastico, l’opera artistica di Franco Daverio.

Dai disegni con i quali invadeva i suoi quaderni di giovane scolaro, volti a spezzare la monotonia delle materie scolastiche, alla incessante creatività della sua straripante fantasia.

Nasce a Erba il 9 Aprile 1917, frequenta la scuola di Arti Applicate di Cantù dove incontra Fausto Melotti, suo docente al corso di Arte Plastica, un insegnante dotato di uno spirito moderno, il cui insegnamento era rivolto a valorizzare le intime e spontanee necessità espressive dei ragazzi.

Nell’occasione di una mostra dedicata a Daverio, Fausto Melotti così lo presentò “Fin da quando, ancora ragazzo era mio allievo, riusciva a incidere nei suoi disegni una tensione lirica che nessuno gli avrebbe potuto né dare né insegnare, il temperamento di Daverio rispondeva con magnifiche impennate liriche e i suoi disegni, che la guerra ha purtroppo distrutti, darebbero testimonianza di quanto sia autentico, nelle opere che egli espone, questo suo modo di interpretazione della realtà che, pur partendo da quel suo mondo malinconicamente trasognato, trova le dure proiezioni della vera scultura”

“Certo” come annota Vittorio Fagone nella sua presentazione alla monografia di Franco Daverio “una traccia di quel creativo insegnamento è rimasta, ben riconoscibile, nel modo di operare e di riportarsi ad un libero universo fantastico che caratterizza l’opera multiforme di Franco Daverio.

Al suo precoce esordio nel mondo dell’arte, illustra una delle prestigiose copertine della rivista della Galleria “Il Milione”, dove espone in una collettiva della Scuola d’Arte di Cantù, alcuni disegni ammirati anche da Le Corbusier, in visita in quel periodo in Italia e che ebbe a dire “le cose più belle ed interessanti del mio viaggio, le ho riconosciute nei disegni di questo giovane”.

A queste prerogative innate, non fa seguito un altrettanto frequente impegno espositivo.

“Al confronto” come ben intuisce Bruno Talpo, “predilesse l’opera alchemica”, “il gioiello” introspettivo quasi che esibire alla luce naturale i propri “oggetti d’arte” rischiasse di distruggerli o disperderli, smarrendo con ciò la chiave del proprio labirinto interiore“.

Le opere di questo silenzioso artista, raccontano di amori per i primitivi, per i misteriosi Egizi e Sumeri, per i totem e le maschere dell’arte africana, per i cicli medievali e, non ultimi, per Picasso e Modigliani. Nascono così dalle sue mani, “sculture come fantasmi che hanno memoria di una cultura antica, radicata nella materialità certa delle cose”.

Franco Daverio viene a mancare nell’Ottobre del 1999.

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