Arte pubblica

Basilica di S.Giacomo, sec.XI, Bellagio (CO)

Il grande fonte battesimale commissionatogli per la Basilica di San Giacomo a Bellagio, capolavoro architettonico ed artistico dell’XI secolo, impegnò Daverio per quindici mesi nei quali fu quasi completamente assorbito da questa commissione, riuscire ad inserire in un contesto artisticamente così importante, finanche nella struttura della chiesa, un lavoro moderno ed all’altezza di questo gioiello (d’arte) Medievale.
La magia, o meglio la vocazione a saper esprimere il soprannaturale attraverso la sua sensibilità, gli permisero di realizzare un’opera d’arte modernissima ed arcaica (antica) allo stesso tempo, scelta ideale per questo contesto.
Per merito della sua proverbiale sensibilità d’animo, riuscì a coniugare il contenitore antichissimo della Basilica con la sua struttura e le antiche opere ivi contenute, ad un opera d’arte espressa con un linguaggio moderno ed arcaico allo stesso modo, un lavoro di cesello incredibilmente raffinato e spirituale.

Soggetto:  fonte battesimale
Tipologia: in rame e argento lavorato a sbalzo e cesello
Misure: 140×170
Datazione: 1959
macba barcellona 4 opere franco daverio

Macba - Barcellona

L’acquisizione di alcune opere di Franco Daverio da parte del Museo di arte contemporanea di Barcellona, segna una tappa importante nel riconoscimento artistico di Franco. Quando il direttore Miquel Molins, convocò il figlio di Franco, Luca, gli mostrò alcune collezioni che il Museo possedeva osservando quanto fosse interessante che artisti geograficamente così distanti tra loro, nello stesso momento storico e senza conoscersi, esprimessero contemporaneamente simbolismi artistici tanto simili.

 “Dopo aver esaminato con attenzione il catalogo dell’opera di suo padre, di aver letto della sua interessante relazione con Melotti e la sua concomitanza in certi momenti con le immagini di Klee, Mirò e Dubuffet, pensiamo che il periodo che si potrebbe relazionare con la nostra collezione sarebbe quello rappresentato dalle opere degli anni ’30 che appaiono alle pagine 99, 100 e 101 della sua monografia”  con questo intento il consorzio del Macba acquisì alcune opere grafiche di Daverio, a testimonianza della loro originalità espressiva e della relazione simbolica e grafica con quelle che il Macba già possedeva.

“In nome del Macba ho il piacere di ringraziarla per la proposta delle opere di Franco Daverio per il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona. Dopo aver esaminato con attenzione il catalogo dell’opera di suo padre, di aver letto della sua interessante relazione con Melotti e la sua concomitanza in certi momenti con le immagini di Klee, Mirò e Dubuffet, pensiamo che il periodo che si potrebbe relazionare con la nostra collezione sarebbe quello rappresentato dalle opere degli anni ’30 che appaiono alle pagine 99, 100 e 101 della sua monografia”  con questo intento il consorzio del Macba acquisì alcune opere grafiche di Daverio, a testimonianza della loro originalità espressiva e della relazione simbolica e grafica con le opere che il Macba già possedeva e che il direttore, Sig.Miquel Molins mi mostrò, evidenziando come artisti geograficamente così lontani e sicuramente non in contatto tra loro, sapessero esprimere contemporaneamente simbolismi artistici tanto simili.

Quando il direttore del Macba Sig.Miquel Molins, mi mostrò alcune collezioni che il Museo possedeva, mi fece notare quanto fosse interessante che artisti geograficamente così distanti tra loro, nello stesso momento storico e senza conoscersi, sapessero esprimere contemporaneamente simbolismi artistici tanto simili.

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Andrea Doria

Nel 1951 Franco Daverio venne chiamato da Salvatore Fiume, con l’aiuto di Gianfranco Ferroni, a collaborare alla realizzazione di un grande dipinto di 48 metri per 3 che avrebbe ornato il salone di prima classe del transatlantico Andrea Doria, appena varato. Il dipinto fu così ammirato che all’epoca si disse che la nave fosse stata modellata intorno a quello ma poi, come tutti sanno, in seguito ad uno speronamento da parte di un’altra nave l’Andrea Doria affondò portando con se questo capolavoro.

Parrocchia di Santa Teresa di Lisieux -Bergamo

Fin dalla sua nascita, questa moderna ipogea chiesa ha rappresentato per Franco Daverio, chiamato ad interpretare la sacralità dei personaggi e dei riti cristiani ivi contenuti, la semplicità e la spiritualità dello stretto connubio esistente tra il soprannaturale ed il terreno.
Vi dimora tra le altre, la grande scultura del Cristo in croce fuso in bronzo nel 1993, il cui originale ligneo realizzato nel 1950, risiede ora in Vaticano.

Soggetto: Cristo in croce (copia di quello presente in Vaticano)
Tipologia: Crocefisso in legno scolpito – fusione in bronzo
Misure:306x110x70
Datazione: 1950 – 1993

Soggetto: Madonna con Bambino
Tipologia: scultura in legno scolpito
Misure:117x26x31
Datazione: 1964

Soggetto: Cristo in croce
Tipologia: crocefisso in legno scolpito
Misure:144x90x11
Datazione: 1977

Soggetto: Santa Teresa
Tipologia: scultura in legno scolpito
Misure:130x30x20
Datazione: 1980

Soggetto: Tabernacolo 
Tipologia:  argento in lamina sbalzato e cesellato
Misure:35x35x45
Datazione: 1967

Soggetto: calice
Tipologia: calice in argento in lamina sbalzato e cesellato
Misure:19×15
Datazione: 1965
Tecnica:  argento in lamina sbalzato e cesellato

Soggetto: pannello per altare
Tipologia: rame dorato cesellato
Misure:120×100
Datazione: 1967

Chiesa di San Nicolao (Mi)

L’approccio di un artista alla spiritualità è un legame molto stretto, è in parte vocazione ed anche il suo tentativo di esorcizzare la morte attraverso un dialogo interiore e soprannaturale. Esprimere il non visibile è intrinseco all’arte stessa ed in Daverio questo concetto non si svela dogmaticamente ma con libera interpretazione dei sentimenti, della sofferenza e della morte a cui forse può sopravvivere un’anima ed al quale si perpetua il messaggio dell’artista.

Le 14 tavole della via Crucis realizzate in lamine di rame sbalzato e cesellato, esprimono il dolore ma anche la dignità e la grandezza dell’uomo, i legami spirituali ed umani che ci caratterizzano e che, attraverso una rappresentazione volutamente essenziale nel classico stile Daverio, questi piccoli pannelli ben rappresentano

Soggetto: Via Crucis
Tipologia: 14 pannelli in rame con tecnica a sbalzo
Misure:35×45
Datazione:1952

Un crocifisso ligneo nelle sale Vaticane

Un’emozione vera è riservata a chi si avvicina a quest’opera e semplicemente guarda le mani che convertono la disperazione in gesto di accoglienza, quella testa che non ha età, né epoca, né razza  […] In un angolo dello studio un crocifisso scheletrico allunga le braccia al cielo in una nuova versione tremendamente drammatica, intagliato com’è in un tronco d’albero intero… fino al 1945 Daverio scolpì secondo le regole dell’arte classica, poi un bel giorno si disse “basta così è troppo facile tutti sono capaci” e comincio ad adottare un nuovo stile, un po’ impressionista, un po’ futurista, un po’ astratto, un po’ primitivo[…]
Corriere della sera ’55

Soggetto: Cristo in croce
Tipologia: legno scolpito
Misure: 306x110x70
Datazione: 1950

Chiesa di San Lorenzo Martire – Redona (BG)

“Lo scultore silenzioso”, con questo titolo l’artista Mirando Haz, che conosceva molto bene Franco Daverio ne tratteggia con queste semplici parole il carattere estremamente sensibile e per questo motivo anche cosi riservato. Un artista interamente assorbito dal suo mestiere e dalla sua arte e pochissimo propenso al mercato ai salotti buoni ed al marketing, cosa che in un mondo ideale, sarebbe un gran merito ma che sovente ha invece ben altri effetti.
L’amico artista, nel recensire l’opera realizzata da Franco per la chiesa di Redona cosi scrisse “[…] la porta non ha nulla di magniloquente come i troppo osannati portali di tanti trionfalistici scultori, potremmo definirla la porta del silenzio, silenzio che si manifesta nella massima solennità sulla rustica e incompiuta facciata della chiesa.[…] ”

Soggetto: Portale
Tipologia: in legno scolpito
Misure:296 cm.
Datazione:1972

Soggetto: Sculture
Tipologia: pietre scolpite
Misure:varie
Datazione: anni 60/70

Affresco di San Francesco Erba (Co)​

Negli anni ’40 ricevette l’incarico di dipingere  San Francesco adiacente all’ingresso di una chiesa della Città di Erba. Come testimonia lo scrittore Emilio Magni, “Lui si mise d’impegno e sistematosi su un cavalletto cominciò a disegnare. Luigi Dino Guida, futuro artista e io, eravamo garzoni. Quando ormai la figura era ben delineata, uno dei vecchietti che si erano radunati per assistere l’opera, disse brutalmente: “Ma quello lì non è mica San Francesco”.
Vi fu un attimo di silenzio e poi Daverio, senza girare la testa, guardando sempre il disegno rispose: “Ma lei l’ha visto San Francesco?”. Il vecchio restò zitto e se ne andò.

L’affresco purtroppo è andato distrutto nel corso degli anni.

Soggetto: S. Francesco
Tipologia: affresco con tecnica ad olio
Misure: 3,50×1,00 metri
Datazione: anni 40 (andato distrutto)

Ingresso Ospedale Sacra famiglia, Erba (CO)

Franco Daverio era poco più che trentenne quando gli commissionarono e scolpì questo monumento dedicato a San Giovanni di Dio.  Nel recensire quest’opera, Mario Tantardini scrisse “All’ammirazione, alla devozione dei beneficati bisogna pure dare la parola, una delle ultime, convinta fervida preziosa è quella detta dall’arte di un giovane scultore diventato artista per merito di irresistibile vocazione, la sua arte è figlia di vocazione e sensibilità spontanee, portata a raccogliere i legami del bello nell’intimità delle emozioni forti, quelle che sanno ispirare un artista e si manifestano in questa scultura astraendosi dalle norme codificate dei gusti accademici ed esprimendo sentimenti, attraverso un linguaggio estetico tanto denso di umanità quanto informato di ispirazione Divina”

Chiesa Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore, Romano di Lombardia (BG)

Chiamato dall’architetto Bruno Cassinelli per la realizzazione di quest’opera, esegue un sublime lavoro di cesello interpretando i temi della religiosità con sensibilità ed innovazione di linguaggio. Il manufatto, inserito su una base ottagonale di pietra risalente ad epoca secentesca, è costruito con lamine di rame e argento dorate.

Soggetto: Fonte battesimale  
Tipologia: rame in lamina, sbalzato e cesellato
Misure:120×80
Datazione:1974 

Soggetto: Maternità
Tipologia: Pannello in rame e oro, sbalzato e cesellato
Misure:118×59
Datazione:1963 

Chiesa di S.Giacomo Apostolo, Baresi (BG)

Da un ceppo di noce di eccezionali dimensioni, con un approccio rigoroso dei volumi ed una grande sensibilità, nasce una base per altare unica nel suo genere: “la mano dell’artista l’ha accarezzato con rispetto suscitandovi con calcolo sorvegliatissimo, immagini e simboli che paiono emergere con la forza spontanea, inarrestabile delle cose vive”

Soggetto: Altare
Tipologia: in legno di noce intagliato e scolpito
Misure:87x92x84
Datazione:1968

Soggetto:Cristo
Tipologia: pannello in rame per leggìo in lamina, sbalzato e cesellato
Misure:46×35
Datazione:1965

Chiesa di Sant’Eufemia Erba

I pensieri ed i sentimenti quando vengono ben espressi, diventano vivi e vibranti attraverso l’opera artistica. Daverio ha il dono di scovarli e di metterli in luce, come in questo magnifico Cristo in croce raffigurato negli anni ’40 con un linguaggio plastico nuovo e singolare.

Soggetto: Cristo in croce
Tipologia: Legno scolpito
Misure: 180×160
Datazione: 1955

Chiesa di Santa Maria Nascente – Erba (CO)

Questo edificio fu citato per la prima volta nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, attribuito a Goffredo da Bussero e risalente alla seconda metà del XIII secolo.

Soggetto: Sant.Antonio
Tipologia: Legno scolpito
Misure: 130x40x30
Datazione: 1952

Parrocchia del Corpus Domini di Pagliaro (BG)

Le opere di Daverio, contribuiscono a dare una nuova percezione della fisicità senza modificarla veramente. Nell’ammirare questo San Carlo, scolpito nel ’53, l’osservatore percepisce che si tratta di un messaggio sublimato che va oltre la sensibilità dell’intelletto e l’attenzione al dettaglio, ma risveglia sentimenti quasi ancestrali esprimendo la purezza e la forza della bontà

Soggetto: coprifonte battesimale
Tipologia: rame sbalzato
Misure: 69x46x33
Datazione: 1953

Archivio Franco Daverio, via T.Tasso, 25 , 24121 Bergamo (BG) – Tutti i diritti riservati
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