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Acquisite dal Macba di Barcellona 4 opere grafiche di Daverio

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Articolo de “L’Eco di Bergamo” 1997 di L’eco di  Bruno Talpo

C’è una casa alla Conca Fiorita dove hanno preso corpo i sogni dell’infanzia, dove figure stilizzate ora pingui e corpulente ora stiacciate e longilinee, dove teste primordiali e arcaiche ti guardano con i propri occhi millenari.

Su miriadi di fogli vengono conservati i disegni onirici nati di getto nell automatismo di un ductus grafico surreale e modernissimo.

Si tratta, e molti avranno già capito, dello studio di un artista scultore, artigiano dei materiali dell’immaginario, che dalla sapiente della mano ha saputo dar vita al mondo fluente che nasce da uno straordinario e incessante amore per l’uomo , come riflesso e riflessione scaturita dall’occhio interiore.

Le opere d’arte che egli realizza nei più diversi materiali possono essere al tempo stesso grandi e assai volumetriche oppure piccole e preziose come gioielli, o incise nei sassi di mare o modellate nella sabbia, per essere gelosamente raccolte oppure per venire cancellate dalle maree del tempo.

Queste opere d’arte vivono in sintonia con i ritmi biologici della natura, ne interpretano la persistenza atavica e la religiosità, la semplicità e il valore imprescindibile dell’umano e del divino.

Un suo crocifisso, intagliato nelle forme contorte dal vento di un albero secolare, tradusse il dramma dell’uomo trascinato nella barbarie della guerra: ora è ammirato in Vaticano.

Ma fu un caso raro.

Nella sua produzione artistica predomina l’assoluta contemplazione della bellezza, un concetto assai raramente visitato nell’arte contemporanea, e che qui va perciò fatto salire ai primordi, al pensiero forte all’origine dell’arte.

Si spiegano così i richiami del resto non celati e affatto congeniali con le arti primitive, italiche preromaniche ma anche amerindie.

La città di Bergamo non ha di fatto trascurato il suo amore per questo artista erbese, ma da molti anni operante con grande notorietà a Bergamo. A Franco Daverio, già allievo prediletto di Fausto Melotti, fu dedicata sia ad Erba che a Bergamo nel 1995 una vasta rassegna antologica, e in quell’occasione venne edito da Mazzotta un pregevole catalogo conservato in vari musei (cito per tutti il Kunsthaus di Zurigo), biblioteche e collezioni d’arte. Fu possibile così far conoscere anche all’estero un artista le cui dinamiche storiche prevaricano i confini ed eventuali riserve culturali locali.

Ora per Daverio è arrivato il tempo dei grandi riconoscimenti di un’attività incessante e senza concessioni alle mode e ai compromessi.

E ciò non poteva che ricongiungersi alla città catalana dove operarono Picasso, Mirò, Dalì.

Il Macba, Museo di Arte Contemporanea di Barcellona di stupefacente modernità opera dell’architetto R. Meyer, che colleziona ed espone opere di Klee, Rauschenberg, Tapies, Fontana, Long, Calder, ha acquisito 4 opere grafiche di Daverio.

La direzione del Macba ha prescelto nel nostro autore “per la sua vicinanza in certi momenti con le immagini di Klee, Mirò e Dubuffet” una serie di disegni tra i più felici e immediati, quasi un elogio al dinamismo lirico e ludico del segno, ho un inno alla gioia e il piacere creativo.

Elenco delle opere presenti al Macba:

L’altalena, 1936 , 35 x 25 cm

Composizione, 1936 35 x25 cm

Personaggi, 1938 35x 25 cm

Senza titolo, 1937 35x 25 cm

Link all’articolo originale:

Franco-Daverio-opere-grafiche-macba-bercellona.pdf

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